Mazziniana









MAZZINIANA




Piccolo abbecedario sentimentale – B

Mina & Noi

Parola di Mina (5)
Piccolo abbecedario sentimentale (2)

  • di Mina (“Noi”, n. 2, 1993)

B come Brando – Marlon, che bontà

B come Baldesio – vedi società canottieri in Cremona - una piscina - 16 anni - buon galleggiamento - ho provato una carriera da dorsista, ma freni morfometrici e filosofici hanno impedito anche piccolissimi record - grande felicità per l’assenza di competizione

B come Benedetta – figlia mia adorata

B come bruco  – che non c’è mica da trattarlo tanto male, perché poi quando diventa farfalla ti può guardare dall’alto in basso

B come Barilla – che compie 80 anni - moltissimi auguri, Pietro! Moltissimi!

come barbiera – in campagna da piccola andavo a guardare la barbiera del paese - forse teneva il mignolo alzato per rimanere in equilibrio sui tacchi troppo alti che portava

come bambino – che tengo in braccio rivolto in avanti come fosse su un seggiolino - gli appare qualche cosa di sconosciuto - forse pericoloso - è piccolino e non può chiedere spiegazioni - irrigidisce la schiena e la preme contro di me - deve sentire che ci sono a proteggergli le spalle - è un richiamo - lo rassicuro - ti aiuto bambino mio

come Billie Holiday – «… ogni lingua deven tremando muta…»

come birignao – musica e capolavoro quello della Signora Tina Lattanzi

come Battisti – Lucio Battisti grande - e ancora più grande nell’assenza

come brodo – brodo di giuggiole - destinazione pericolosa per una poca svenevole e poco languorosa

come Bertoldo e Bertoldino – ovvero - come un ordine alfabetico può dividere un trio - visto che Cacasenno va alla C

come bibidibobidibù

come Beethoven – com’è bella «Oh, perfido!» cantata dalla Schwarzkopf peccato che ci sia anche quella della Callas…

come bontà – «perché io sono buono» frase che suona come un pentimento

come bianca – la luce di marzo che stacca dalle case, dalle chiese, dai monumenti i loro profili - tutto sembra pronto a sollevarsi da terra

come baracchino – i baracchini lungo il Po sulla riva cremonese ci sono ancora - e anch’io sono ancora là




Una Mina in maschera (10)
Realizzazione: Mauro Balletti.



Una Mina in maschera (9)
Realizzazione: Mauro Balletti.



"Ho iniziato a lavorare per Mina a metà degli anni Ottanta per il disco “Finalmente ho conosciuto il conte Dracula…”. Arrivai all’ultimo momento, quasi in extremis, poiché mancava il pianista. Alla mia prima seduta di registrazione c’era lei. Stavamo cantando insieme e io, rivolgendomi al fonico, dissi: «Per favore, mi togliete la voce dalla cuffia perché mi dà fastidio?». Si trattava della voce di Mina, che creava un fastidio di carattere tecnico, ovviamente. Mi ha mandato subito a quel paese. Così siamo diventati amici e da allora ho partecipato a quasti tutti i dischi che ha pubblicato fino a oggi. Il disco “Napoli” lo abbiamo realizzato in tre giorni, come fosse un disco di jazz live, mentre altri interpreti, per un disco di musica leggera, impegnano due anni. Mina è grande perché, una volta capita l’interpretazione, prosegue rapidamente e con sicurezza.
Quando cantò “Fortissimo” di Canfora - che era stato interpretato anche da Rita Pavone - lo cantò come una ballad di jazz insieme a noi: ci fu un momento di grande commozione generale, si creò un’atmosfera magica che mi è rimasta impressa. Un altro momento di grandissima emozione fu al registrazione di “Parlami d’amore Mariù”, un pezzo che facemmo quasi in duo in un pomeriggio.
Le canzoni, in pratica, nascono in sala d’incisione e spesso è lei che dice come le piacerebbe sentire il pezzo: «Ecco, qui mi fai un’introduzione e poi ti interrompi: a meta pezzo ci interrompiamo, poi tu riparti, fai un’altra cosa, saliamo di una terza, moduliamo…». Nel giro di cinque minuti rivoluziona una canzone, stimolandoti a esercizi di orecchio pazzeschi. Credo che il segreto del suo successo sia dovuto principalmente al connubbio fra il timbro della sua voce e le sue incredibili qualità vocali."
—  Parola di… Danilo Rea



“Lochness” (1993)

Il disco (4)

Mina Lochness

  • DISCO 1
  1. Everything Happens to Me (Tom Adair-Matt Dennis)
  2. Joana Francesa (Chico Buarque de Hollanda)
  3. Body and Soul / Non so dir (ti voglio bene) / Nuages (Johnny Green-Frank Eyton-Edward Heyman-Robert Sour / Garinei e Giovannini-Gorni Kramer / Django Reinhardt-Jacques Larue)
  4. Nostalgias (Enrique Cadícamo-Juan Carlos Cobián)
  5. Parlami d’amore Mariù (Carlo Alberto Bixio-Ennio Neri)
  6. Love Me (Jerry Leiber-Mike Stoller)
  7. Adoro (Armando Manzanero)
  8. Con il nastro rosa (Lucio Battisti-Mogol)
  9. La notte (La nuit) (Salvatore Adamo-Nicola Salerno)
  10. Teorema (Herbert Pagani-Marco Ferradini)
  • DISCO 2
  1. Si, l’amore, con Eugenio Quaini (Pomodoro-Massimiliano Pani)
  2. L’irriducibile (Alberto De Martini-Massimiliano Pani)
  3. Stile libero (Claudio Sanfilippo)
  4. Raso,con Audio2 (Giovanni Donzelli-Vincenzo Leomporro)
  5. Mille motivi (Biagio Antonacci-Massimo Bozzi)
  6. Se avessi tempo (Riccardo Cocciante-Massimo Bizzarri)
  7. Om mani peme hum (Marcella Brizzi)
  8. Sì che non sei tu, con Audio2 (Giovanni Donzelli-Vincenzo Leomporro)
  9. Ti accompagnerò (Fabrizio Berlincioni-Mauro Culotta)
  10. Ninna pà (Luca Raffaelli)

Dopo il Mostro di langhiana memoria (Sorelle Lumière), Mina si rifà ad un altro mostro famoso, quello di Lochness. La copertina, ancora una volta, mostra una rielaborazione del volto della cantante «coperto da una inquietante mascheratura in metallo dorato, mentre una fila di bulloni coordinati le avvitano la fronte e le mascelle» [1]. In questo album - soprattutto nel primo disco (e forse in volontaria contrapposizione con l’immagine cyborg della copertina) - Mina «sembra optare per un riflessivo understatement, fatto di nuances e di interiorità pudica, che gli arrangiamenti [di Massimiliano] Pani raccolgono e assecondano con vigile senso del chiaroscuro ed eleganza forbita» [2]. «Sembra quasi vederla seduta nella penombra di un night club, appoggiata al pianoforte, mentre le spazzole accarezzano i piatti della batteria [e] lei intona qualche classico della canzone americana come Everything Happens to Me» [3]. «In qualche caso, il mostro compie qualche piccolo prodigio, come nel medley che lega Body and Soul a Non so dir (ti voglio bene) [e Nuages]. […] Mina li canta in modo superbo, da grande vocalista jazz quale sa essere» [4]. «L’atmosfera si fa ancora più crepuscolare e malinconica quando […] canta Joana Francesa» - che Chico Buarque ha dedicato a Jeanne Moreau - e struggente nella riesecuzione di due tanghi, Nostalgias, reso celebre da Carlos Gardel, e Adoro di Manzanero Canché. Se Parlami d’amore Mariù si trasforma in un «umbratile delirio sensuale» [2], Love Me è «trattata con le atmosfere e i colori dell’epoca di Elvis Presley» [5]. In chiusura, una trilogia pop: una «volitiva versione» [2] di La notte (La nuit) di Adamo, una «struggente» [2] Teorema di Marco Ferradini e Herbert Pagani, «che rimane a tutt’oggi uno dei migliori pezzi della tradizione italiana» [6] e Con il nastro rosa della coppia Battisti-Mogol, eseguita qui con «ironia un po’ ribalda» [2].

Il secondo disco si apre con «l’unica idea di stupefazione» [1] che è Sì, l’amore, «dove fra sospiri e qualche ansimare erotico il testo è tutto nel titolo reiterato all’infinito, con grandissime esposizioni vocali» [1], per poi proseguire con la jazzata L’irriducibile e il lento e rarefatto Stile libero, «brano di rara inensità che trasmette una incredibile serenità» [7]. Se avessi tempo, scritto da Massimo Bizzarri e Riccardo Cocciante, «pregnante allusione continua a tutte le occasioni perse in un rapporto sentimentale […], ci riporta alle atmosfere di Bugiardo e incosciente» [7]. Curiosa è Om mani peme hum, «ballata dall’ampio respiro» [3] grazie al giusto equilibrio di chitarre acustiche, fiati, percussioni e coro e il cui titolo non è altro che un mantra buddista. Il secondo disco si chiude con una canzone-scioglilingua in cui aleggia il “fantasma” di Battisti, Sì che non sei tu, scritta dagli Audio2 (autori anche di Raso, «sontuosa e minesca ballata d’effetto» [1]), seguita da Ti accompagnerò - «canzone sentimentale che è difficile da raccontare, tanto è densa di mille bagliori che illuminano l’anima di una donna innamorata» [7] - e da una ninna nanna al contrario, Ninna pà.

(Testo elaborato dal sottoscritto nel 2007 per “quelli” di Wikipedia)

════════════

NOTE:

[1]. Marinella Venegoni, “Mina, la qualità bussa due volte all’anno”, La Stampa del 27 ottobre 1993
[2]. Cesare G. Romana, “Mina allo specchio dentro il Lochness”, Il Giornale del 27 ottobre 1993
[3]. Alba Solaro, “Un Budda per amico”, l’Unità del 27 ottobre 1993
[4]. Gino Castaldo, “Mina: un segreto e i suoi sentimenti”, La Repubblica del 27 ottobre 1993
[5]. “Vibrazioni del cuore tra successi e inediti”, Il Centro del 27 ottobre 1993
[6]. Fabio Santini, “È una Mina mostruosa”, L’Indipendente del 27 ottobre 1993
[7]. Mario Luzzatto Fegiz, “Mina sul pianeta Buddha”, Corriere della Sera del 27 ottobre 1993




Del suo meglio (20)

  • E MI MANCHI

Autori: Mauro Santoro | Album: Olio | Anno: 1999

E ritrovare gli amici del posto
l’odore del bosco
quel vento caldo che mi spettina piano
le serate su un divano
a cantare canzoni d’amore
senza sapere le parole,
e poi ridere, scherzare
farsi raccontare
le mille storie del cuore.
Sorseggio un po’ il caffé
penso molto a te
il tempo passa in fretta ma
mi manchi,
un’altra sigaretta
ma mi manchi,
tiro il fiato e guardo su,
circondata dal silenzio,
gli amici intorno a me
io parlo e penso a te,
sorrido, abbasso gli occhi e tu
mi manchi,
le carte sopra il tavolo
e mi manchi
gioco il cuore, penso a te,
se tu fossi qui con me
sarebbe un’emozione
un splendida occasione
per ricominciare
ma è solo un’illusione,
soltanto un’illusione
da dimenticare.

Sorseggio un po’ il caffé
e penso ancora a te,
la luce che rinasce
tu mi manchi,
tra poco sarà giorno
e tu mi manchi,
vedo il sole andare su
circondato dal silenzio,
gli amici intorno a me,
saluto e sento che
è stato bello ritrovarsi ancora,
la festa ormai è finita già da un’ora,
torno a casa e penso che
ci mancavi solo te.




Io la canto così…



Piccolo abbecedario sentimentale – A

Mina & Noi

Parola di Mina (4)
Piccolo abbecedario sentimentale (1)

  • di Mina (“Noi”, n. 1, 1993)

A come amore –
naturalmente
ovviamente
continuamente
inesorabilmente
indissolubilmente
solamente
incondizionatamente
coraggiosamente
teneramente
assolutamente

A come Ampelio – lo zio della Mariella

A come algebra – che anche cambiando l’ordine dei fattori il prodotto non cambia ma prima o poi ci riusciremo

A come «aquiloni per bambini che volano», lo slogan dell’omino della spiaggia – più tardi il carretto sarebbe passato e l’omino avrebbe gridato gelati

A come arancione – a casa mia avevo una saletta da pranzo tutta arancione mi piaceva molto ma forse era orrenda

A come Ambrogio – che mi ha telefonato adesso che passa a salutarmi con Daniele

A come argine – argine di Po sotto un sole dritto come una spada - il «soffoco» appena mitigato dall’andare della bici da donna - sui copertoni incerti arrotolavo il nastro stretto di polvere bianca - nessuno in giro l’aria accecante e condensata - a ogni pedalata sentivo il rosso del sole fissarsi sulle spalle - incantata premonizione di un ricordo sereno

A come acqua – acqua lunga acqua piatta o riccioluta acqua bianca e blu a righe sul cappello di paglia della tata - una tata che esigeva di pagare i regali che le facevano perché «un bambino che già ha pensato di regalarti qualcosa non deve fare anche lo sforzo di pagare; un bambino non paga» - una tata che ricevuta da uno dei suoi bambini di ritorno da una gita scolastica a Pisa una torre pendente in gesso, sottovoce alla madre perché il piccolo non si offendesse, «però sono tremendi! Appena vedono un bambino se ne approfittano. Gliel’hanno data storta»

A come alloro – fuori dalla finestra - fuori dalla porta o anche dentro in un posto strategico dove lo sguardo si possa riposare un momento - fuori dentro e nel pomodoro con sale e un pizzico di zucchero

A come Antonio 2917345 ma chissà di quale città e soprattutto chissà quale Antonio…

A come Adriano – Celentano, naturalmente, chissà perché gli voglio bene come se fosse mia zia

A come angustia – angustia de no tenerte a ti

A come ambarabaccicciccoccò tre cimette sul comò – come diceva il Taru da piccolo

A come Alighieri – «amor che a nullo amato amar perdona»… magari!




Minage (1)

  • Amor Fou | L’ULTIMA OCCASIONE

Autori: Climax (Jimmy Fontana)/Tony Del Monaco | Album: Filemone e Bauci | Anno: 2009

════════════

Altre versioni:




Del suo meglio (19)

  • L’ULTIMA OCCASIONE

Autori: Climax (Jimmy Fontana)/Tony Del Monaco | Album: Studio Uno | Anno: 1965

Uno come te
io non lo troverò mai più
uno come te.
No, non posso più
chiederti tempo per cambiar
perché
sarebbe inutile
sarebbe solo per pietà
ed io non voglio più pretendere
le cose che non merito da te.
E perderò così
anche quest’ultima occasione che mi dai
e sarà tardi quando cercherò di te.
Ma non posso più
chiederti tempo per cambiar
perché
sarebbe inutile
sarebbe solo per pietà
ed io non voglio più pretendere
le cose che non merito da te.
E perderò così
anche quest’ultima occasione che mi dai
e sarà tardi quando cercherò di te
di te.